Da settembre paghi di più su Google Workspace per un’AI che non hai scelto tu. E se fosse davvero tua?

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a cura di PartneREvolution

Da qualche settimana molte aziende italiane stanno ricevendo lo stesso avviso: il rinnovo di Google Workspace costa di più. Non un ritocco simbolico: gli aumenti arrivano fino al 29% a seconda del piano, e il motivo dichiarato è sempre lo stesso, ovunque — l’integrazione dell’AI (Gemini) direttamente dentro Gmail, Docs, Fogli, Meet. Non è un componente opzionale che scegli di attivare: è già incluso, e lo paghi comunque, anche se in azienda nessuno lo usa.

Non è un caso isolato. Pochi mesi fa era toccato a Microsoft 365, con listini saliti fino al 16,7% per la stessa ragione: portare Copilot dentro Word, Excel, Outlook, che tu lo voglia o no. Due colossi diversi, la stessa mossa: l’AI non te la propongono più, te la impongono nel prezzo.

Il problema vero: chi decide la tua AI?

Qui il tema non è “l’AI costa cara”. Il tema è chi decide per te. Un fornitore da miliardi di utenti costruisce un’AI generica, pensata per andare bene a tutti e quindi bene a nessuno in particolare, la infila nei tuoi strumenti di lavoro quotidiani e ti manda il conto — a prescindere da cosa serve davvero alla tua azienda, da dove vanno a finire i tuoi dati, da quanto quella funzione ti fa risparmiare o guadagnare.

È lo stesso avvertimento che ci portiamo dietro da mesi: l’AI non è l’investimento, è l’accessorio. L’investimento vero è nei tuoi dati, nei tuoi processi, in un software che conosce davvero la tua azienda — non in un abbonamento che sale ogni anno perché qualcun altro ha deciso di aggiungerci sopra un layer di intelligenza artificiale che non hai chiesto.

Come lo affrontiamo

Il nostro modo di lavorare parte dal punto opposto: prima capiamo cosa succede davvero in azienda — dove sono i dati, come si muovono le trattative, dove si perde tempo — e costruiamo un piccolo prototipo funzionale su quel bisogno specifico. Software sviluppato da PartneREvolution, che gira sui tuoi processi, non su un layout generico pensato per il mercato globale.

LeadCRM, il nostro CRM, è un esempio concreto: anagrafiche, funnel di vendita, offerte, ticket di assistenza — tutto in un unico posto che conosci e controlli tu, non un fornitore esterno che decide quando e quanto farti pagare per una funzione che magari non userai mai. Lo stesso principio vale per MedicalMAP, il gestionale per centri medici e terapie che accompagna pazienti e comunicazioni senza dipendere da licenze imposte dall’alto.

Quando poi aggiungiamo l’AI, la aggiungiamo sopra quella base — mirata su un compito preciso (leggere un funnel, dare priorità ai contatti, strutturare dati sparsi), non spalmata su tutta la suite per giustificare un prezzo più alto. Prima la casa, poi i mobili: prima i tuoi dati e i tuoi processi, poi l’intelligenza artificiale che li usa davvero.

Cosa cambia per te

Non subisci più un aumento di listino ogni volta che un fornitore estero decide di monetizzare la propria corsa all’AI. Sai esattamente cosa stai pagando e perché. E soprattutto: l’AI che lavora nella tua azienda lavora per la tua azienda, non per far quadrare i conti di qualcun altro.

Le persone non si sostituiscono: si moltiplicano. Ma questo vale solo se l’intelligenza artificiale che le affianca è pensata su misura per loro — non è una voce in più su una fattura che sale ogni anno, decisa da chi non conosce il tuo lavoro.

Se ti va di vedere come costruiamo prototipi funzionali su misura, partendo dai tuoi dati e dai tuoi processi, guardiamo insieme un esempio concreto.

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