Dal 1° luglio i prezzi Microsoft sono saliti fino al 16,7%. Chi decide quanto costa il tuo software di lavoro?

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a cura di PartneREvolution

Il 1° luglio 2026 sono scattati i nuovi listini Microsoft 365 per le aziende: Business Basic è salito del 16,7%, Business Standard del 12%, e gli aumenti valgono anche sui contratti già attivi, non solo sui nuovi acquisti. A marzo era stata tolta anche la finestra di tolleranza sui rinnovi in ritardo: oggi una licenza scaduta e non rinnovata in tempo sospende subito posta, file e applicazioni, senza margine.

Nessuno ha chiesto il permesso a nessuna PMI italiana. Il prezzo dello strumento con cui lavori ogni giorno — email, documenti, agenda — lo ha deciso qualcun altro, altrove, e te lo comunica quando è già deciso.

Il vero problema non è questo singolo aumento

Non è la prima volta e non sarà l’ultima: energia, materie prime, listini cloud dei grandi fornitori esteri salgono a intervalli regolari, per ragioni che non hai modo di verificare né di negoziare. Il problema di fondo non è la percentuale di turno. È che la tua azienda ha costruito processi interi — commerciale, marketing, gestione clienti — sopra strumenti di cui non controlli né il prezzo né le condizioni, e ogni tanto te ne accorgi quando arriva la fattura di rinnovo diversa dall’anno prima.

Vale per la posta elettronica come per il CRM in abbonamento, il tool di email marketing, il gestionale preso “in cloud” da un fornitore straniero. Sono tutti servizi comodi finché il prezzo resta quello che ti aspettavi. Il giorno che cambia condizioni, aumenta il canone o smette di esistere così com’era, tu lo scopri e basta: non decidi, subisci.

Come lo affrontiamo

Con LeadCRM, il nostro CRM, lavoriamo al contrario. È software sviluppato da PartneREvolution: non un abbonamento a un prodotto generico americano che aggiorna listino quando vuole, ma uno strumento costruito per te, su server che scegliamo insieme, con un canone che concordiamo noi — non un annuncio che arriva a rinnovo già fatto. Anagrafiche, lead, funnel commerciale, offerte, assistenza: tutto in un sistema di cui conosci in anticipo i termini, perché li abbiamo scritti insieme.

Lo stesso vale per MedicalMAP nei centri medici: pazienti, piani terapeutici, comunicazioni, tutto su un’infrastruttura che non dipende dalle scelte commerciali di un fornitore che non ti risponde al telefono. E quando costruiamo un prototipo su misura — dal recupero dati di un vecchio Excel a un assistente che smista le richieste in arrivo — vale lo stesso principio del nostro modello a 3 livelli: prima paghi per il risultato sviluppato nel nostro Lab, poi puoi usare lo strumento in autonomia pagando solo quello che consumi, senza canoni imposti dall’alto e senza sorprese nel rinnovo.

Non significa smontare tutto quello che già usi da un giorno all’altro. Significa non lasciare che sia sempre e solo un fornitore esterno a decidere cosa succede ai processi che tengono in piedi la tua azienda.

Cosa cambia per te

Ogni pezzo che sposti da un abbonamento generico a uno strumento tuo è un pezzo di costo prevedibile in più e di dipendenza in meno. Non elimini il rischio di aumenti nel mercato in generale, ma smetti di subirli su ciò che conta davvero: i dati dei tuoi clienti, il tuo funnel commerciale, la relazione con chi ti paga. Le persone della tua azienda non si sostituiscono con un software preso in affitto altrove: si moltiplicano con strumenti pensati apposta per come lavorano davvero.

Chi comincia oggi a riportare in casa i pezzi critici della propria intelligenza aziendale arriva al prossimo aumento di listino — perché ce ne sarà un altro — senza doverlo subire.

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